Giovani illustratori naturalisti

31.03.2020

Testo e immagini di Maria Chiara Magnano

Le passioni, credo sia cosa nota, nascono nei modi più diversi: alcune emergono per caso, ci sorprendono, altre ci accompagnano per tutta la vita e la loro origine è difficile dadefinire.

Se provassi a domandarmi perché disegno, credo mi risponderei chela ragione principale è che amo osservare; riproporre quello che vedo in forma di immagine diventa, quindi, un modo per esprimerela realtà a modo mio. Credo che non si possa disegnare senza prima vedere, ammirare, interiorizzare.

L'attenzione per i particolari più fini, la sfida del riprodurre le giuste proporzioni o l'espressività di uno sguardo, la cura nel ricreare i colori giusti, la tenace necessità di ricominciare quando non si ottiene l'effetto voluto, ma anche la meravigliosa soddisfazione della riuscita, sono solo alcuni degli aspetti che amo di questa forma d'arte.

Mi piace molto sperimentare nuove tecniche e diversi stili, ma forse ciò che mi ha dato le maggiori soddisfazioni e che più si adatta alla mia matita è il disegno naturalistico ad acquerello.

Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell'illustrazione naturalistica cinque anni fa, durante il primo anno di triennale in Biologia, a Torino. Sentivo, infatti, la necessità di coltivare con impegno e continuità il talento artistico, cosa che durante il liceo non mi era stato possibile fare.

Il corso di illustrazione naturalistica professionale che ho seguito nei successivi tre anni mi ha permesso di imparare moltissimo dal punto di vista tecnico, integrandosi alla perfezione con i miei studi.

Natura e arte sono strettamente correlate nella mia mente e, per dir così, nel mio cuore. Mi riesce particolarmente difficile, infatti, disegnare un soggetto se prima non mi sono stupita, emozionata, meravigliata nel guardarlo. Questo perché, come ho detto, il disegno è un modo per esprimermi, non un semplice esercizio di stile.

Ecco perché, dunque, disegnare la natura mi riesce così facilmente: è sempre sorprendente.