GALLE E CINIPIDI

01.05.2020

di Stefano Ghiano

I Cinipidi appartengono all'ordine degli Imenotteri e sono delle piccole e innocue vespe. La loro particolarità è la formazione su una pianta ospite delle galle o cecidi.
I Cinipidi quindi necessitano di una pianta ospite che nella maggioranza dei casi si tratta di querce, dove osservando attentamente si possono notare piccole escrescenze sulle foglie o sui rami, causate dalla femmina del Cinipide. Iniettando l'uovo nei tessuti vegetali determina lo sviluppo anomalo delle cellule circostanti formando così la galla, che possono essere legnose e di varie forme e colori.

Galle di Andricus quercus tozae su roverella 

La larva al suo interno trova nutrimento e protezione. L'insetto adulto che a maturità scava un foro per uscire dalla galla, è lungo un paio di millimetri ed è di colore rosso-marrone o nero. Le galle sulle querce non arrecano danni alle pianta perché c'è unalunga evoluzione tra essi, che ne ha creato un giusto equilibrio.
La galla si può definire una cenosi in cui possono vivere altri piccoli invertebrati, come alcune vespe parassite, che con un lungo ovopositore parassitizzano il Cinipide all'interno della galla. Oppure essere inquilini della galla sviluppandosi nella parete della stessa o comportandosi da successori come le formiche, le quali colonizzano la galla quando è abbandonata.
Quindi i Cinipidi sono un esempio di interazione tra le piante e gli insetti e sono il punto di partenza che consente l'evolversi di una variegata comunità, mettendo in evidenza la diversità biologica.
Sulla Rivista Piemontese di Storia Naturale ANP sono pubblicati gli articoli riguardanti i Cinipidi e la loro distribuzione sul territorio piemontese. Le ricerche hanno riguardato le zone di Carmagnola (TO) Bosco del Gerbasso, Caramagna P.te (CN) Bosco del Merlino, Cherasco (CN) Rocca del Campione e l'ampio territorio del Roero (CN). Tra tutte le specie censite ben 28 sono di nuova segnalazione per il Piemonte, accrescendo la biodiversità riguardante l'entomofauna.

Andricus grossulariae appena sfarfallato dalla galla (foto di Giuseppina Roera)